Torino, la prima unione civile in divisa

17 Luglio 2017



Gabriele e Cris, a Torino la prima unione civile in divisa. «L'ho fatto per i miei colleghi gay, per fargli capire che non sono soli»


Indossare una divisa ed essere omosessuali si può, anche in Italia. È questo il messaggio di Gabriele Guglielmo, agente di polizia municipale e vicepresidente di Polis Aperta, associazione Lgbt degli appartenenti alle forze di polizia e dell’ordine, e Cris Cardoso. Dopo due anni e mezzo di fidanzamento Gabriele e Cris si sono uniti civilmente a Torino, dove si sono celebrate le prime nozze gay in divisa.

«Ho scelto di indossare la mia divisa per due motivi – ci racconta Gabriele con la voce ancora emozionata – per fare capire ai miei colleghi che non sono da soli, che si può indossare una divisa ed essere omosessuali e soprattutto per la comunità, perché si inizi a capire che una forza di polizia non è antagonista e che ci si deve rivolgere alle forze dell’ordine per denunciare i fenomeni discriminatori».

Gabriele ha 36 anni ed è un agente di polizia locale da 11 anni ma il coraggio di fare coming-out non l’ha avuto subito. «Quando lavoravo in piccoli comuni del Lazio non ne avevo parlato con nessuno. Ero convinto di essere l’unico omosessuale in divisa, che è un pensiero che fanno in tanti di noi. Sentivo così tante battute in caserma che evitavo di venire allo scoperto».

Anche in famiglia Gabriele aveva inizialmente celato la sua omosessualità, «poi a Torino ho scoperto una realtà del tutto inclusiva dove i colleghi non si scandalizzano quando dici che hai un compagno e non una compagna». Così dopo 4 anni in divisa Gabriele ha smesso di nascondersi e ha avuto il coraggio di parlare anche ai suoi genitori.

«Non se lo immaginavano perché non corrispondo allo stereotipo della persona gay, quando l’ho detto a casa mio padre è stato tranquillo, per mia madre è stato più difficile accettarlo».

Ma alle sua unione civile con Cris, che è brasiliano, la famiglia era al completo. «Abbiamo festeggiato insieme, è stata una giornata molto emozionante che si è conclusa con una foto di mia madre e Cris. Un momento speciale».

Per aiutare altri colleghi omosessuali che nascondono la propria personalità dietro alla divisa, Gabriele è entrato a far parte dell’associazione Polis aperta. «Sono diventato in poco tempo molto attivo sul territorio, grazie all’associazione ho scoperto l’Oscad, l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, istituito dal Ministero dell’Interno e ho aiutato molti ragazzi a denunciare episodi di omofobia».

Il prossimo anno Gabriele e Cris celebreranno il loro matrimonio in Brasile, dove è riconosciuto dalla legge a tutti gli effetti. «L’unione civile celebrata non cambia lo stato civile di Cris in Brasile, dove risulta a tutti gli effetti single. Ci sposeremo, vorremmo allargare la famiglia e diventare genitori. In Brasile è permessa l’adozione alle coppie omosessuali e stiamo valutando questa possibilità».

Vanity Fair - 18 Luglio 2017



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I più sentiti auguri al nostro Vicepresidente Gabriele che oggi si e' sposato con Cris! E' la prima unione di un appartenere alla Polizia Locale in divisa, lo stesso Gabriele l'anno scorso era stato autorizzato dal suo comandante a sfilare in divisa all'Amsterdam World Pride.

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