Auto, biocarburante ed energia solare: il futuro della mobilità è la canapa

Anche il settore della costruzione dei veicoli e della loro alimentazione può beneficiare della cannabis legale. Uno dei suoi usi è infatti dedicato alla produzione di fibre plastiche rigenerabili e per la creazione di biocombustibili a basso impatto ambientale. Scopriamo insieme queste possibilità!

BioMat: che cos’è?

Nel 2019 una compagnia di sviluppo, Faurecia, ha presentato sul mercato il BioMat. Si tratta di una fibra prodotta a partire dal polibutilene succinato (o PBS). La sua produzione è eccezionalmente ecologica: è necessario infatti fermentare cereali, fibre di canapa e uno speciale poliestere biodegradabile.

L’azienda John Controls sta effettuando studi sulle fibre di canapa, tapioca e patate per sfruttare queste materie prime nelle operazioni di stampaggio delle plastiche. Plastiche che verranno poi utilizzate proprio per la produzione di alcune parti delle automobili e dei veicoli.

Ad oggi, utilizzano bioplastiche prodotte con diverse percentuali di canapa le seguenti aziende:

  • Motive Industries
  • Audi
  • BMW
  • Ford (che già nel 1941 aveva proposto un prototipo, la Hemp Body Car, costruito in bioplastica ed alimentato ad etanolo di canapa)
  • GM
  • Chrystel
  • Mercedes
  • Lotus
  • Honda

Il materiale alleggerisce il peso del veicolo di circa il 40%, ma aumentando la resistenza agli impatti del 30% rispetto al concorrente con una carrozzeria tradizionale in metallo.

Biocarburante

Che diesel e benzine inquinano lo sappiamo ormai tutti: non è un caso che la mobilità sostenibile abbia preso piede proprio negli ultimi anni, quando l’attenzione all’inquinamento ambientale e al riscaldamento globale è cresciuta esponenzialmente. Sono al vaglio, al momento, moltissime alternative per la produzione di combustibili a partire da prodotti vegetali, inclusa la canapa.

Gli scienziati concordano sul fatto che il bioetanolo sarà probabilmente il combustibile del futuro, sia in aggiunta ai combustibili tradizionali, sia in loro totale sostituzione. La produzione può avvenire in due modi: con la pirolisi (un riscaldamento ad altissime temperature) e con la fermentazione in assenza di ossigeno. Il prodotto ottenuto dopo un ulteriore passaggio con alcol etilico o metilico è una sorta di biodiesel: ottime prestazioni, ma impatto ambientale ridotto.

Il grafene è già superato

Il grafene è un sottilissimo, leggerissimo ma resistentissimo materiale da costruzione utilizzato ormai da anni. Si tratta di una fibra molto costosa da produrre, però. Gli studiosi dell’Università dell’Alberta, in Canada, hanno scoperto che le fibre di canapa hanno nanoproprietà molto simili al grafene, ma con costi di produzione estremamente più bassi.

C’è una novità in più: sembra che il nanomateriale in canapa abbia migliori proprietà elettrochimiche di stoccaggio rispetto al grafene. Se i dati fossero confermati, la canapa potrebbe posizionarsi al di sopra di quasi tutti i materiali conosciuti nella produzione di batterie e condensatori, indispensabili in un enorme numero di prodotti di uso quotidiano ed estremamente inquinanti al momento dello smaltimento.