I migliori usi della marijuana legale

Quello della marijuana legale è diventato un business veramente sostanzioso anche in Italia, da quando anche nel nostro paese è stata permessa la coltivazione e la vendita di marijuana legale. Molti hanno però ancora tanti dubbi in merito: cerchiamo di fare chiarezza e scopriamo quali sono i migliori usi della marijuana legale, acquistabile in appositi negozi provvisti di licenza e in e-commerce dedicati.

Cosa significa “marijuana legale”

Ad oggi, gli estratti di cannabis contenenti THC sono equiparati a tutte le altre sostanze psicoattive, come le droghe pesanti e i farmaci. La marijuana legale è legale, per l’appunto, perché contiene scarsissime quantità di THC, ma abbondanti percentuali di CBD, la seconda molecola con effetti sul corpo contenuta nelle inflorescenze di canapa.

Il THC è responsabile degli effetti psicoattivi: confusione, ilarità, euforia, pensiero sconnesso.

Il CBD non ha invece effetti sulla psiche, ma solo ed esclusivamente sul fisico. Comporta un piccolo aumento della fame, una lieve sonnolenza e il rilassamento dei muscoli di tutto il corpo.

Le percentuali

Il THC nella marijuana light o legale attualmente commercializzata è così basso da non arrivare quasi mai all’1% del totale del peso dell’inflorescenza.

Il CBD invece oscilla tra il 15% e il 20% e oltre, in alcuni casi. Se ne deduce che gli effetti della marijuana light sono completamente assenti sulla psiche, ma ben presenti sul corpo. Ed è questo il motivo per cui molti consumatori ne fanno uso.

La differenza tra sostanza ricreativa e curativa

La marijuana con elevati tassi di THC, cioè illegale, viene considerata droga “ricreativa”, cioè assunta per alterare lo stato psichico della persona tramite una modifica delle interazioni chimiche del cervello.

La marijuana legale invece, quella con pochissimo THC ma molto CBD, ha effetti sul corpo che invece sono reputati curativi, cioè alleviano o eliminano numerosissimi fastidi fisici.

Perché si usa la marijuana legale come sostanza curativa?

Tra i motivi per cui la marijuana viene assunta, in olio, compresse, chewing-gum, vaporizzata, fumata o addizionata al cibo sono:

  • Ridurre il dolore fisico. Gli stati dolorosi più trattati con il CBD sono quelli cronici, come il dolore mestruale o le sindromi dolorose dovute alla chemioterapia.
  • Suscitare fame nei pazienti che hanno difficoltà ad alimentarsi, come chi segue trattamenti chemioterapici (che provocano intensa nausea) o chi sta guarendo da un disturbo del comportamento alimentare come l’anoressia.
  • Indurre rilassamento muscolare e non nei pazienti che soffrono di contratture, dolori, fastidi post-operatori, artrosi.
  • Indurre sonnolenza nei pazienti in cui si verifica insonnia, agitazione notturna, difficoltà a prendere sonno.

Come vedi, gli scopi terapeutici della marijuana legale sono davvero moltissimi e possono essere d’aiuto a paziente bassamente responsivi ai farmaci tradizionali, con allergie o che sono per altre ragioni impossibilitati a seguire terapie farmacologiche ordinarie (per esempio per il loro costo oppure perché troppo aggressive). La legalizzazione della marijuana legale non è stata scelta solamente per ragioni medico-sanitarie, però: anche chi non soffre di disturbi invalidanti può farne uso, purché abbia non meno di 18 anni, non guidi dopo l’assunzione e acquisti in prodotto solamente tramite canali autorizzati.