dati dell'istat sui gay

Gay Italia: per l’Istat i numeri non sono corretti

Dopo il dibattito sulla legge sul riconoscimento delle unioni civili che ha coinvolto le istituzioni politiche e l’opinione pubblica, dove favorevoli e contrari si sono sfidati sfoderando le principali argomentazioni a favore dell’una o dell’altra posizione, si è giunti anche a considerare l’entità del fenomeno. I favorevoli hanno sostenuto che i gay Italia sono un numero considerevole e, anche per questo motivo, lamentavano l’assenza di una legge che si occupasse di tutelare i diritti di una parte consistente di cittadini; i contrari riferivano che le coppie omosessuali in Italia non superano di molto le settemila unità, considerandolo quindi un fenomeno marginale.

I numeri

I dati cui facevano riferimento i contrari al riconoscimento delle unioni civili erano dati ufficiali, presi direttamente dalle statistiche dell’Istat. L’Istituto nazionale di statistica, però, ha dovuto precisare – mostrando un grosso errore – che quei dati erano relativi a un periodo di tempo, come il biennio 2011-2012, ormai passato e dal quale molte cose sono cambiate. In questi anni, infatti, il numero dei gay Italia è aumentato, soprattutto se si tiene in considerazione come sia mutata la percezione del fenomeno, ci siano meno reticenze ad ammettere di essere omosessuali e come si sia anche ridotta l’età in cui si dichiara il proprio orientamento sessuale.

I nuovi numeri

L’Istat corre quindi ai ripari e si prepara a svolgere una rilevazione più aggiornata e quindi più realistica di questo fenomeno. Gli attivisti del mondo LGBT sono convinti che anche in Italia i numeri siano in aumento, confermando un trend già presente anche in altri Paesi (basti pensare che negli Stati Uniti il numero delle persone omosessuali è aumentato dello 0.6%).

Il mutato clima culturale e sociale italiano, dove non è più considerato un problema essere omosessuali, sta permettendo di affrontare la questione in maniera più corretta, anche da un punto di vista statistico. L’analisi va condotta in maniera approfondita e seria, aggiornando quelli che sono dati ormai obsoleti con i quali non ha molto senso ormai confrontarsi.

Stanno aumentando gli studi per comprendere l’incidenza del fenomeno omosessuale in Italia, sia per comprendere quante sono le persone di orientamento omosessuale, qual è la diffusione territoriale e quali sono le zone e le fasce d’età dove l’accettazione dei gay è ancora lontana dall’essere riconosciuta.

Un dato molto interessante, così come riportato da Arcigay, è la crescita dei gruppi giovanili (con una fascia d’età che va dai 16 ai 28 anni) che si costituiscono in associazioni per rivendicare i propri diritti e cercare solidarietà a fronte di quei casi di discriminazione. I soci e gli iscritti delle associazioni omosessuali sono in forte crescita a conferma, da una parte, dell’aumento del numero degli omosessuali nel nostro Paese e, dall’altra, dell’aumento dei favorevoli e degli interessati a questo mondo.

Questo è sicuramente un punto importante per il mondo gay che sta lottando da anni per ottenere l’accettazione dei propri diritti e il riconoscimento degli stessi sia dal punto di vista giuridico, ma anche da quello culturale che, per molti aspetti, è quello più difficile da affrontare e superare