Antiparassitari per cani e gatti: sono sicuri? Riconoscere e trattare gli effetti collaterali

L’utilizzo degli antiparassitari è essenziale per proteggere i nostri amatissimi cani e gatti, specialmente se le loro abitudini li portano spesso fuori di casa, in erba alta o in caccia di uccelli, insetti e piccoli roditori. Nonostante i farmaci usati come antiparassitari siano stati ormai resi molto sicuri per la loro salute, alcuni sintomi ed effetti collaterali dovuti all’assunzione sono da mettere in conto. Ecco come individuali e quando preoccuparsi.

I gatti sono mediamente più sensibili agli effetti collaterali

La prima cosa di cui tenere conto è che i gatti più frequentemente subiscono gli effetti degli antiparassitari per uso locale, come spray e pipette spot-on da spargere sul pelo. Il loro verificarsi è comunque raro e in ogni caso i sintomi regrediscono in pochi giorni dall’applicazione, appena il corpo si abitua alla presenza dell’agente chimico.

Attenzione alle possibili interazioni: se in casa c’è anche un cane, la sola convivenza potrebbe dare effetti negativi al gatto. Dunque, prima di scegliere il farmaco con il veterinario, è bene informarlo della presenza di altri animali in casa, così come di bambini piccoli o persone con sistemi immunitari compromessi.

Da ultimo è necessario ricordare che i gatti sono allergici ad alcune sostanze usate per i trattamenti antiparassitari dei cani: non somministrare mai un farmaco registrato per una razza di un animale di un’altra!

Non sul letto, non con i bambini

Dopo l’applicazione è bene che i bambini e i neonati non stiano a contatto con l’animale: attraverso il contatto con il pelo possono assorbire il farmaco. Inoltre, è bene che l’animale trattato con l’antiparassitario dorma nella propria cuccia e non nel letto con i padroni per almeno un paio di giorni dopo l’applicazione.

Molti antiparassitari sono inattivati dai bagni

Se il cane o il gatto vengono lavati molto spesso, o la toilette richiede molto tempo per la stazza o l’abbondanza di pelo è possibile aspettarsi una riduzione dell’efficacia dei farmaci usati sulla pelle. Le soluzioni possibili sono due:

  • Una riapplicazione più frequente, sempre concordata con il veterinario, del prodotto
  • L’uso di farmaci per via orale o in iniezione, che proteggono l’animale dall’interno e non sono inattivati dai bagni (perché l’agente transita esclusivamente nel sangue e non si deposita sulla pelliccia)

I sintomi da riconoscere

I principali sintomi, sia nel cane che nel gatto, dovuti all’uso degli antiparassitari riguardano il pelo. Esso può diventare nei punti di applicazione più secco e ispido, oppure cadere a chiazze. Anche la pelle sottostante può risentire dell’effetto del farmaco, diventando rossa o pruriginosa.

Generalmente questi sintomi scompaiono senza ulteriori cure in pochi giorni dalla somministrazione. In ogni caso è bene avvertire il veterinario dell’eventualità, sia per monitorare l’andamento degli effetti collaterali, sia per, eventualmente, scegliere un farmaco diverso, efficace contro i parassiti ma meno aggressivo per l’animale.

Altri due sintomi possibili sono il vomito e i problemi di coordinazione.

Per evitare il primo è necessario porre le gocce di antiparassitario in zone dove l’animale non può leccarsi: il centro delle scapole e della schiena è di solito la sede perfetta.

Il secondo è dovuto all’interazione dei farmaci con il sistema nervoso. L’animale potrebbe sembrare scoordinato, stanco, apatico o avere difficoltà a stare in piedi subito dopo l’uso.

Questi sintomi sono comunque rari, ma nel caso si verifichino è sempre bene allertare il veterinario e seguire i suoi consigli.