Fase 2: Tutte le Nuove Disposizioni dal 3 Giugno

L’Italia vede ormai avvicinarsi la fine dell’incubo Coronavirus e il graduale ritorno alla normalità. Dopo l’inizio della fase 2 scattato lo scorso 4 maggio, a partire dal 3 giugno ci sarà un ulteriore passo in avanti per tornare a condurre una vita normale.
A seguire tutte le novità previste nel corso del prossimo mese e a cosa bisognerà prestare ancora attenzione in questa fase.

Illustrazione persone con mascherine
Fonte illustrazione: Repubblica

Spostamenti tra regioni dal 3 giugno

Dal 3 giugno gli italiani potranno di nuovo circolare liberi in tutto il territorio italiano senza più il bisogno di giustificare il proprio spostamento.
Dopo quasi tre mesi dall’inizio del lockdown, il governo allenterà anche quest’ultima misura restrittiva introdotta lo scorso 10 marzo, nelle settimane più difficili per l’Italia dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi.
Chi abita al Nord potrà andare in vacanza al mare in una località del Centro o del Sud, chi invece ama la montagna potrà raggiungere le località più rinomate dell’arco alpino.

Patente immunità anticostituzionale

In questi giorni ci sono state roventi polemiche sulla patente di immunità richiesta dal governatore della Regione Sardegna Christian Solinas come condizione indispensabile per l’imbarco sull’aereo o sulla nave con destinazione l’isola sarda.
La decisione di Solinas è stata appoggiata però soltanto dalla Sicilia, che ha già fatto sapere di voler posticipare la riapertura dei confini al 7 giugno.
A fare chiarezza sulla vicenda il ministro agli Affari regionali Boccia, il quale ha bollato la patente di immunità come anticostituzionale e che dal 3 giugno riapriranno tutte le regioni.

Riapertura delle frontiere

Dal prossimo 3 giugno l’Italia riaprirà le frontiere, accettando dunque di nuovo l’arrivo degli stranieri.
L’obiettivo del governo è di offrire una concreta opportunità di rilancio all’industria del turismo, tra le più colpite dall’emergenza coronavirus.
Se gli stranieri saranno i benvenuti, non lo stesso si può però dire per gli italiani all’estero: Austria, Svizzera, Spagna e parzialmente la Grecia continuano a considerare il Belpaese come una zona a rischio, quindi anche dopo il 3 giugno non sarà possibile viaggiare in questi paesi (la Francia riaprirà le frontiere invece dal prossimo 15 giugno).

Cinema, teatri, discoteche, hotel e spiagge

A partire dal 15 giugno riapriranno anche cinema, teatri e discoteche, salvo eventuali nuovi rinvii o anticipi sulla base della curva epidemiologica delle Regioni.
Sempre a giugno ci sarà anche la ripresa delle attività turistiche, con la riapertura degli hotel (che formalmente non sono mai stati chiusi per legge dal governo durante la pandemia).
Semaforo verde anche per gli stabilimenti balneari, che potranno riaprire in sicurezza seguendo le regole previste dal governo su consiglio dell’Inail e dell’Istituto superiore di sanità (ISS).

In questa nuova fase bisognerà continuare a prestare la massima attenzione verso l’osservanza del distanziamento interpersonale e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.
Anche nel mese di giugno, quindi, si dovrà stare a un metro di distanza dalle altre persone e si dovranno continuare a usare le mascherine protettive indossate fino ad oggi per andare al lavoro, fare la spesa al supermercato, andare dal medico o semplicemente per fare una passeggiata all’aperto (nelle Regioni in cui il governatore ha stabilito l’obbligo di utilizzo della mascherina anche nei luoghi all’aperto come giardini, parchi e strade pedonali).

Quali novità ha portato il Covid

Paradossalmente, occorre essere grati a questa pandemia per alcune novità davvero importanti e rilevanti portate dalla malattia. Infatti, la vita sanitaria delle persone è stata pesantemente digitalizzata, e questo vale anche per gli acquisti e le spedizioni online.
In linea di massima, possiamo dire che una forte mano alla digitalizzazione del lavoro e della vita quotidiana è stata data da questo Covid, facendo scoprire a molte aziende e persone gli acquisti online e le tante possibilità di comprare o vendere sulla rete, ma anche il cosidetto, anche se impropriamente chiamato smart working.
Non solo gioie, però, ma anche nuovi problemi indotti da affrontare perché, ad esempio, lo smart working sta mettendo in crisi i settori degli affitti e della ristorazione in alcuni centri delle città, come rileva questo editoriale di Repubblica.