Fatturazione elettronica in valuta estera: fattibilità e normativa

La fatturazione elettronica probabilmente ha portato con sé non pochi dubbi su argomenti a lei correlati. Tra tutti uno in particolare vorremmo in questo momento affrontare e cioè l’utilizzo della fatturazione elettronica in valuta estera. In questi casi l’Agenzia delle Entrate ha previsto una serie di indicazioni ufficiali da seguire.

Quella dell’emissione della fatture elettronica in valuta estera è una necessità che spesso tocca alcuni settori e ci sembra doveroso affrontare l’argomento per avere alcune delucidazioni.

Fatturazione elettronica in valuta estera: normativa di riferimento

In realtà non ci sono state delle indicazioni specifiche per quel che riguarda come funziona  la fatturazione elettronica in valuta estera nel momento in cui è stata è stata approvata la legge dedicata, per questo motivo ci si rifà alle indicazione dell’UE. 3

Quindi si fa riferimento alla Direttiva N.2010/45/UE la quale afferma che:

gli importi figuranti in fattura possono essere espressi in qualsiasi moneta. Questo purchè l’importo dell’IVA da pagare o da regolarizzare sia espresso nella moneta nazionale dello Stato membro”.

In sostanza la fattura può essere emessa in qualunque valuta, ma l’IVA deve essere presente in euro. Il tasso di cambio da utilizzare deve essere l’ultimo pubblicato dalla Banca Centrale Europea al momento in cui l’imposta diviene esigibili, dunque all’emissione della fattura.

In Italia

Le indicazioni generali fornite dall’UE contrastano con quelle dalla normativa italiana la quale stabilisce che nella fattura devono essere presenti in maniera obbligatoria:

  • aliquota;
  • ammontare dell’imposta;
  • imponibile con arrotondamento al centesimo.

I valori sopra citati devono essere presenti in fattura in Euro, particolare che è stato poi confermato con la Circolare n.12/E/2012 dell’Agenzia delle Entrate, il quale afferma nello specifico che:

“vale la regola generale dettata al comma 2, lettera l), che dispone l’indicazione dell’imposta e dell’imponibile con arrotondamento al centesimo di euro”.

Da questo si evince dunque un’impossibilità nell’emissione di e-fatture in valute che siano diverse dall’Euro, anche se esiste effettivamente un eccezione, quella dell’emissione della fattura elettronica in doppia valuta, con l’adozione del tasso di cambio in vigore nel giorno in cui l’IVA diviene esigibile, quindi all’emissione del documento.

Fatturazione elettronica in valuta estera: molti dubbi

In questa maniera effettivamente la situazione rimane molto incerta. Ci si divide tra la normativa europea che permette l’emissione della e-fattura in valuta non nazionale, mentre la normativa italiana prevede che gli importi siano riportati in Euro e le aziende continuano a porsi domande su quale sia la strada giusta da intraprendere per non sbagliare.

Il consiglio generale resta quello di convertire le cifre in Euro magari indicando nelle note il valore in moneta straniera e il tasso di cambio applicato al momento della conversione, per evitare che il Sistema di Interscambio faccia confusione.

In alternativa è anche possibile decidere di emettere la fattura elettronica in Euro e allegare una copia di cortesia da inviare direttamente al cliente, via posta o via mail, senza alcun valore fiscale, in valuta estera, in modo tale ch5e il soggetto ricevente possa aver chiara la conversione fatta e la totalità del documento.